Un teatro con le ali: una protesa verso il cielo e l’altra a sfiorare la terra. Gianni Salvo e il Piccolo Teatro.

Eleonora Cassaro

Introduzione alla tesi di laurea triennale in Scienze e lingue della comunicazione – Università di Catania
Questo lavoro nasce dal desiderio di restituire il ritratto quanto più onesto possibile di un uomo e di un grande regista che ha istituito nella città di Catania, attraverso la serietà del gioco, la professionalità e la capacità di rigenerarsi, un’identità teatrale importante quale è il Piccolo Teatro.

La scelta del titolo è un riferimento all’attore come inteso da Mejerchol’d, volendo così raffigurare un Piccolo Teatro con le ali proprio come «un uccello che con un’ala sfiora la terra e con l’altra si protende verso il cielo».1 Questa immagine è arrivata quando ho chiesto a Gianni Salvo come poter visualizzare il Piccolo Teatro.

Gianni Salvo nasce a Catania il 27 Gennaio 1939, studia presso il Liceo Classico Spedalieri di Catania. Nel 1964 consegue la laurea in architettura all’università di Roma. Nel 1966 fonda insieme a Don Antonio Corsaro il Piccolo Teatro, come Associazione culturale, in via Costanzo.

Nel novembre 1989 il Piccolo Teatro si trasferisce in via Ciccaglione, sede definitiva. Personalità innovativa e punzecchiante, Salvo presenta spettacoli nuovi per Catania o in prima esecuzione assoluta (tra i molti autori delle grandi Avanguardie del Novecento, da Arrabal a Kohout, da Ionesco a Majakovskij, da Brecht a Ibsen) e ospita grandi attori della scena teatrale italiana (come Adriana Asti, Lucia Poli, Pippo Delbono, Fiorenzo Fiorentini, Roberto Herlitzka, Giancarlo Sbragia, Judith Malina e il Living Theatre, Marco Baliani), dedicando tanta attenzione al Teatro per ragazzi.2. Nel presente lavoro la storia dell’uomo e dell’artista si sviluppa sotto forma di dialogo, quasi dipanandosi dalla stessa fonte. Quindi, viene data primaria importanza alle riflessioni e ai racconti del diretto interessato, il regista – attore Gianni Salvo, con il quale ho avuto l’immensa fortuna di poter conversare. Grazie al confronto nel corso delle interviste ho avuto modo di approfondire le mie ricerche e conoscenze, fondamenta imprescindibili del mio scritto. Tali ricerche, accompagnate da tanti anni di frequentazione e vicinanza con Gianni Salvo e il suo ‘Teatro con le ali’, da cui fin da piccola ho ricevuto più indirettamente influenza, mi portano ragionevolmente a sostenere che ‘non c’è Piccolo Teatro di Catania senza Gianni Salvo e non c’è Gianni Salvo senza Piccolo Teatro’.

La particolarità, che identifica e distingue questa entità teatrale, è l’unicità nell’aver dato voce a certi autori (mai scontati, bensì ricercati) senza, al contempo, essersi mai adattato o adeguato alle loro voci originarie ma, piuttosto, interpretandoli attraverso un ‘come’ nuovo e originale. Attraverso la creazione di suoi spazi, di sue luci e colori è stato in grado di parlare con i corpi e danzare con le parole, far piangere attraverso il gioco e ridere attraverso l’amara assurdità (o grottesco); ha preso forma da uno sfondo nero senza generare distanze né confini generazionali o sociali. Su quello spazio nero i più svariati temi sono stati accostati e ‘cuciti’ insieme come grandiose ‘opere sartoriali’: ogni pagina (testi e spartiti) è stata ‘tagliata’, ‘imbastita’ e rifinita seguendo minuziosamente le esigenze della mise en scène in fase di ideazione, crescita e maturazione. Si è aperto ad una realtà (quella catanese e, più in generale, italiana) non certo facile agli scombussolamenti, per questo, destando molto scompiglio, spaesamento e spesso disturbo. Lo schema di riferimento per la stesura della tesi è suggerito da tre momenti di riflessione: chi è Gianni Salvo, il Piccolo Teatro di Catania, il Manifesto al ‘Piccolo’. Alla luce delle riflessioni storico-teoriche sviluppate nella primissima parte del lavoro, fino ad arrivare all’arte di Gianni Salvo, si è chiesto allo stesso regista di raccontarsi e raccontare delle influenze e delle strade percorse dal principio ad oggi, per poi curiosare sulle riflessioni teoriche dietro a quel lavoro creativo e giocoso inscindibilmente legato alla comunicazione viva ed ‘esuberante’ con un pubblico che spesso è risultato sempre più assente, annoiato e, perché no, ‘narcotizzato’ alla ricerca della spettacolarizzazione volgare e d’effetto. A partire da questo approccio diretto, che definisce e determina i campi d’indagine all’interno dei quali si vuole leggere il soggetto preso in esame, si è fatto tesoro anche della disponibilità di conversare con Carmelita Celi, critico e donna di teatro, che da anni è immersa nel mondo magico e polveroso del ‘Piccolo’ e del suo regista; donna grazie alla quale si è potuto cogliere il punto di vista dell’occhio vigile di chi si scorge dal lato scuro della sala teatrale.

Le interviste sono state condotte a partire da una serie di curiosità intorno alla persona e intorno alle idee che hanno determinato la nascita del Piccolo Teatro all’interno del panorama istituzionale italiano, per passare poi alle domande inerenti allo svolgimento ‘pratico’ della realizzazione teatrale.

A sostegno della tesi sono stati reperiti ed utilizzati una serie di articoli delle testate giornalistiche che hanno dedicato, negli anni, grande attenzione al lavoro di Salvo. In aggiunta, ho avuto la possibilità di attingere all’archivio del Piccolo Teatro di Catania: quindi si è guardato a tutta la raccolta3 passata dei programmi delle stagioni, rassegne stampa, fogli di sala. A concludere, infine, si è approfondito lo studio e l’importanza dei Manifesti firmati Piccolo Teatro di Catania.

Un viaggio con le vele della fantasia nell’oceano del nulla: Spazio e Scena nelle regie di Gianni Salvo.

Eleonora Cassaro

Introduzione alla tesi di laurea magistrale in Comunicazione della cultura e dello spettacolo – Università di Catania

Il presente lavoro nasce dalla volontà di portare avanti uno studio iniziato durante il percorso di laurea triennale. Una ricerca che indaga la cifra poetica del regista Gianni Salvo e le scelte artistiche che sono state compiute al Piccolo Teatro, una delle importanti realtà nate a Catania (1965-2018).

La presente tesi vuole aggiungere un ulteriore tassello che va a delineare l’evoluzione del teatro di Gianni Salvo. ‘Un teatro che naviga con le vele della fantasia nell’oceano del nulla’, così come lo ha definito lo stesso regista. L’intento è leggerne e scoprirne la poetica, le scelte significative attuate col pensiero, ancor prima che sul palcoscenico, e la loro trasformazione sulla scena. Attraverso la selezione e l’analisi di alcune delle sue opere di regia più esplicative, attraverso il confronto diretto con il regista e lo studio dei grandi artisti che hanno contribuito nel tempo alla sua formazione, si vuole fare luce sul lavoro creativo, culturale e poetico che si cela dietro ogni messinscena di un testo teatrale.

Si ritiene importante, a tale scopo, scovare le parole-chiave di questo teatro, cogliere il senso della metamorfosi, l’essenzialità poetica dello spazio e come questo restituisca significato alla messinscena, al linguaggio e al gesto degli attori.

La fantasia, assieme al gioco, è senz’altro uno dei temi centrali di questo organismo teatrale, l’elemento che tutto muove, e proprio come le vele di un veliero, per funzionare sottostanno alle condizioni del vento, essa anche necessita del suo vento, che in teatro è la poesia.

La poesia è dunque l’altra faccia della ricerca del Piccolo Teatro, quella poesia che innesca il gioco della metafora, che indaga l’uomo nel profondo della sua esistenza.

Nelle regie di Salvo la visione poetica si riflette innanzitutto nello spazio che si trasforma e si forma sotto l’azione complice degli attori e lo sguardo curioso degli spettatori.

Lo spazio scenico e insieme l’oggetto che contiene, sono portatori di metafora, un gioco che deve essere colto per svelare, nella sua profondità, la visione del testo poetico stesso. Il significante contenuto nella metafora nutre e sostiene il gioco del teatro nel suo divenire.

A fronte di tutto ciò è indispensabile tener conto della poliedricità dei ruoli di un grande artista quale è Gianni Salvo. La sua capacità di inventare e trasformare e, insieme, la voglia di mettersi sempre in gioco hanno reso possibile non solo una metamorfosi di oggetti, corpi e spazi teatrali, come già accennato, ma soprattutto una metamorfosi dello spettatore che, disposto a farsi coinvolgere, ritorna bambino e partecipa al gioco teatrale.

Lo spazio teatrale, con le caratteristiche architettoniche che lo distinguono, è determinante nel coinvolgimento attivo dello spettatore, su questo punto si scrive nel primo capitolo, nel corso del quale si delinea la storia, la formazione e la ricerca creativa del maestro Gianni Salvo e del suo Piccolo Teatro.

Il secondo capitolo approfondisce lo studio dello spazio scenico nelle regie di Salvo; di questo si offrono, in appendice, le schede tecniche di quattro spettacoli ‘cardine’, selezionati insieme alla regia interessata. La scelta di queste messinscene come casi emblematici e la loro sistematizzazione, attraverso metodo critico-analitico, si è ritenuta necessaria per restituire una visione chiara e completa, nell’ampio ventaglio di materiale studiato, dei punti salienti della ricerca. Nel capitolo si indaga come la scena diventi segno critico, o di contrappunto in funzione del testo, e i significati metaforici che essa porta. A dimostrazione sono citati numerosi spettacoli, di cui si evidenziano le soluzioni e le articolazioni delle diverse scene, sottolineando l’importanza del senso della trasformabilità.

Il terzo capitolo, in ultimo, espone con quale attenzione il regista ha costruito e delineato un’identità artistica per il Piccolo Teatro che si è distinta per coerenza e continuità nel lungo periodo. La scelta del repertorio e dei testi ha rappresentato una costante unità nella creazione dell’identità artistica del Teatro. Dall’approfondimento emerge come i testi scelti rispondano tutti ad una condizione fondamentale: essere portatori di grandi visioni poetiche.4

Sono stati materiale di studio spettacoli unici, collage di scene ora ben collaudate ora nuove e diverse, realizzati a partire da testi importanti o dall’accostamento di frammenti e situazioni tratti dal miglior repertorio della nostra epoca, in particolar modo dal Teatro dell’Assurdo. La stesura della tesi vede con cadenza ricorrente l’alternarsi di due voci. Alle considerazioni di chi scrive si intrecciano le parole del maestro Gianni Salvo, in una totale disponibilità a raccontarsi ed esplicare ogni curiosità sul lavoro creativo delle sue regie. A partire da questo confronto diretto, si è fatto tesoro del materiale raccolto sui trascorsi e sulle produzioni del Piccolo, tra cui una vasta gamma di articoli che tanti Giornali, siciliani e non, hanno dedicato al lavoro di Salvo. Il resto del contributo è stato aggiunto dalla possibilità di sbirciare nell’archivio del Piccolo Teatro di Catania: dalle raccolte dei programmi di ogni stagione alle conferenze e rassegne stampa, dai fogli di sala alle fotografie di scena, ai bozzetti e ai fantastici Manifesti a firma, ancora una volta, della regia.


1 Dalla celebre frase di V. Mejerchol’d «L’attore è un uccello che con un’ala sfiora la terra, con l’altra si protende verso il cielo». Una metafora che consente di disvelare con la sua profondità la visione dell’attore mejerchordiano. Alla luce degli scritti dello stesso Mejerchol’d e di alcuni interessanti testi nati dalla produzione dell’INDA si cerca di prelevare ogni parola significativa e di appropriarsi del significato. «… “Mi resi conto di numerose leggi della biomeccanica vedendo recitare il magnifico attore siciliano Grasso” lo afferma Mejerchol’d dopo aver ricondotto contro ogni accusa – di formalismo – la biomeccanica alla sua essenza: tutto il corpo è partecipe di ogni nostro movimento.». Rᴜꜰꜰɪɴɪ F., Teatro a boxe, Bologna, Il Mulino, 1994, p. 161. La descrizione di Giovanni Grasso in tournée in Russia la troviamo in I Racconti di I. Babel. Grasso impersona un pastore abbandonato dalla sua promessa sposa per un signorotto di città. Durante la fiera paesana mentre il signorotto gonfio di sé si sta facendo radere, ecco il miracolo «Giovanni Grasso restò per un momento cogitabondo poi sorrise e si sollevò in aria, traverso volando la scena del nostro teatro cittadino, calò ringhioso sulle spalle di Giovanni (il signorotto) e lo morse in gola, succhiando torvo il sangue della ferita. Giovanni stramazzò e il sipario scendendo con minaccioso silenzio, ci nascose l’ucciso e l’uccisore». Bᴀʙᴇʟ I., I Racconti, Milano, Mondadori, 1962, p. 364. «Grasso volò nel corpo, cioè assorbì in ritmo l’esplosione atletica. Ed è con questo – ritmo di volo – che allo spettatore fu concesso identificarsi (…) Del ritmo in cui attori e spettatori si uniscono, Mejerchol’d dice che è “Tempo incantato”»; Rᴜꜰꜰɪɴɪ F., Teatro a boxe, cit., p. 99.

2 Cfr. Bᴇɴᴇᴠᴇɴᴛɪ P., Introduzione alla storia del Teatro-Ragazzi, Bologna, La casa Usher, 1990.

3  Le eventuali presenti lacune sono da considerarsi come mancanze naturali in un teatro che è vissuto di continue esperienze creative e di ‘pratica’ sul palcoscenico e che, per questo, non ha sempre ‘archiviato’ puntigliosamente quello che è stato in ogni momento passibile di revisioni e adattamenti nuovi.

4 Cfr. Bᴀᴢᴢᴀʀᴇʟʟɪ E., Aleksandr Block: l’armonia e il caos nel suo mondo poetico, Milano, Mursia, 1968.


Eleonora Cassaro, nata nel 1995 a Palermo, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze della Cultura e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Catania nel 2022, con il massimo dei voti e lode. Precedentemente, ha ottenuto una Laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2021 lavora nel settore audiovisivo come videomaker, video editor e assistente operatore per eventi culturali, concerti e documentari, collaborando con studi di produzione e associazioni cinematografiche. Attualmente sta svolgendo uno stage a Roma presso l’azienda cinematografica D-Vision Movie People, approfondendo ulteriormente le sue competenze tecniche e artistiche. La sua formazione comprende anche specializzazioni in direzione della fotografia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e corsi di grafica editoriale. Oltre alla passione per la produzione video, Eleonora è illustratrice e grafica freelance, con pubblicazioni e progetti nel settore della comunicazione visiva.
Il suo interesse per la cultura dello spettacolo si riflette anche nel suo lavoro di ricerca teatrale, culminata nelle due tesi di laurea triennale e magistrale, entrambe dedicate al Piccolo Teatro di Gianni Salvo. Su questo tema ha pubblicato l’articolo “Al Piccolo Teatro di Gianni Salvo: cultura e innovazione nella messa in scena. Tre casi emblematici”, all’interno del volume La città teatrale (Cue Press, dicembre 2023), in cui approfondisce l’innovazione scenica e culturale del regista nel panorama teatrale catanese. Email: ele.cassaro95@icloud.com

Eleonora Cassaro, born in 1995 in Palermo, obtained a Master’s Degree in Culture and Entertainment Sciences from the University of Catania in 2022, with full marks and honours. Previously, he obtained a degree in Communication Sciences. Since 2021 he has been working in the audiovisual sector as a videomaker, video editor and assistant operator for cultural events, concerts and documentaries, collaborating with production studios and film associations. He is currently doing an internship in Rome at the film company D-Vision Movie People, further deepening his technical and artistic skills. His training also includes specializations in photography direction at the Centro Sperimentale di Cinematografia in Rome and courses in editorial graphics. In addition to her passion for video production, Eleonora is a freelance illustrator and graphic designer, with publications and projects in the visual communication sector.

His interest in the culture of entertainment is also reflected in his theatrical research work, culminating in the two bachelor’s and master’s degree theses, both dedicated to Gianni Salvo’s Piccolo Teatro. On this topic he published the article “At the Piccolo Teatro di Gianni Salvo: culture and innovation in staging. Three emblematic cases”, in the volume La città teatro (Cue Press, December 2023), in which he delves into the director’s scenic and cultural innovation in the Catania theater panorama. Email: ele.cassaro95@icloud.com